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Il debutto cantautorale di Sam Paglia dopo vent'anni di carriera

"CANZONI A TRADIMENTO" è il primo disco di Sam Paglia interamente cantato dopo 20 anni di carriera strumentale e concertistica improntata prevalentemente sul jazz e il funk del suo organo Hammond. È una svolta netta nel panorama cantautorale, tant'è che Sam qui ha scelto di parcheggiare l'ingombrante Hammond C3 e di darsi esclusivamente al pianoforte acustico, al piano elettrico Rhodes e alla scrittura di storie.

Ecco che il titolo e il tradimento assumono un connotato doppio, quello di canzoni d'amore (ma non solo d'amore) sofferte e quello di aspettative sonore deluse proprio per la scelta di una strumentazione e uno stile differente dal solito. Per Sam l'unico modo di avere la giusta attenzione del pubblico è quello di tradirlo, un po' come una moglie a cui si è rimasti fedeli per anni. La medicina del tradimento puo' stroncare definitivamente la consuetudine di un rapporto o dargli nuova vita. La necessità di raccontare storie per Sam non è cosa nuova. Timidamente qualche brano cantato era già entrato a far parte dei suoi dischi, fin dall'album di esordio "B-Movie Heroes" del 1998 con la bossanova "Linda" e "Continental 70" nell'album successivo "Nightclubtropez" del 2000. La musica italiana, oltre che quella di matrice jazz e funk, è stata una costante dell'infanzia di Sam abituato a passare molte ore in compagnia del giradischi del padre e della sua ampia collezione di musica, così come il pianoforte, primo grandissimo amore giovanile tradito poi con la passione per l'organo Hammond.

I punti di riferimento artistici della musica italiana per Sam sono stati e rimangono fondamentalmente tre: Bruno Lauzi, Enzo Jannacci e Lucio Dalla. Tre nomi importanti che in comune hanno la caratteristica di non essere facilmente etichettabili o inseriti in un settore se non quello di artisti "liberi". Anche Paolo Conte è tra i suoi ascolti, ma citarlo tra i primi sarebbe come dire "mi piace il cielo azzurro", troppo ampio e vasto. Sam preferisce un cielo perimetrato da una finestra aperta, un limite che assomigli all'uomo. Un'altra cosa lega questi tre artisti, la capacità di essere a volte poco italiani nel suono, di essere contaminati da ritmi afroamericani se non addirittura funk o latini. Si tratta di scrittori influenzati anche dal jazz e questa cosa li ha resi particolarmente interessanti all'orecchio di Sam abituato fin da piccolo ad ascoltare di tutto. "Canzoni a tradimento" recupera questo mondo, una scrittura sobria e incisiva, mai straripante per eccesso di parolone unita alla musica melodica e trascinante, a volte dai velati connotati soul e funk.

I nove brani originali che compongono il disco, brani differenti tra loro, sono appunto una finestra sull'autore e sulle sue diversità. C'è il gusto del raccontarsi, l'ironia ma anche l'aspetto più personale e profondo di certi sentimenti, la netta sensazione che ogni epoca faccia sentire qualcuno non più giovane abbastanza da abbandonarsi totalmente all'amore o ai sogni, un po' di disillusione insomma, ma anche il gusto di prendersi in giro e la consapevolezza che la musica puo' essere un buon antidepressivo (Canzoni d'autore) o un luogo immaginario da lasciar descrivere soltanto alle note di un pianoforte come ad evocare un set cinematografico degno di un film di Monicelli (Notte al bar conchiglia).

La produzione artistica dell'album è stata curata da Daniele Bengi Benati, storico fondatore della band Ridillo e autore di numerose musiche e produzioni per radio e televisione. È lui ad aver spinto Sam verso una direzione più netta e coraggiosa, anni di amicizia e collaborazioni musicali andavano celebrati in un progetto che unisse due anime diverse e simili per tanti aspetti in un solo progetto ben definito. I musicisti del disco sono gli stessi del trio jazz di Sam qui in versione più contenuta e pop: Michele Iaia alla batteria e percussioni, Peppe Conte al basso elettrico e chitarre e il giovane Filippo Cassanelli al contrabbasso in due brani. Sam oltre al piano acustico e Rhodes, armeggia con tastiere vintage come se fosse un disco del 1979, i sintetizzatori Minimoog e Solina e il Clavinet.

I brani:

Grande città, Quadrato d'amore, I luoghi, Canzoni d'autore, L'estate del Florida, Luci di natale, Notte al bar Conchiglia, Una casa al mare, Canzone a tradimento.

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